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Lo scontro sulle unioni gay approda in Parlamento
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Trieste - 17 Agosto 2016: Fedriga interroga il Viminale dopo le accuse di «illegalità» mosse da Cirinnà. L'assessore Lobianco non riceve la coppia che aveva chiesto la sala matrimoni.

Lo scontro sulle unioni civili, scatenato dal Comune di Trieste con il rifiuto di concedere la sala matrimoni, approda a Roma. E diventa materia governativa. Nel mirino è finita la senatrice del Pd Monica Cirinnà (che ha dato il nome alla legge) colpevole di aver definito "illegittimo" il comportamento dell'amministrazione triestina.

«A Cirinnà non competono valutazioni di legittimità delle decisioni assunte dalla giunta Dipiazza in merito alle unioni civili. Pronta un'interrogazione per chiedere al Viminale di esporsi nel merito della questione», attacca il capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga. «La senatrice del Pd non solo dimostra di non conoscere il testo finale della legge 76/2016, che reca il suo nome, ma si permette pure di esprimere giudizi sull'operato del Comune di Trieste, che invece applica la norma in maniera assolutamente corretta».

L'amministrazione comunale, intanto, conferma la chiusura totale. L'assessore con delega ai matrimoni Michele Lobianco non parla, mentre il portavoce del sindaco conferma le scelte adottate.

«Oggi il mio compagno Claudio e io abbiamo ricevuto dalla dottoressa Ghirardi del Comune di Trieste la notizia che l'assessore Lobianco non ritiene necessario né opportuno né incontrarci - fa sapere Davide Zotti, responsabile scuola dell'Arcigay -. Nonostante questo rifiuto, crediamo che il dialogo possa ancora proseguire e abbiamo chiesto un incontro con il sindaco, o una persona da lui delegata, nella speranza che un giorno così importante per noi due, dopo vent'anni di vita insieme, possa essere degnamente festeggiato con parenti ed amici». Altre due coppie sono in attesa di risposta a Trieste. «Nel frattempo - aggiunge Zotti - abbiamo fatto richiesta formale al Comune per l'utilizzo della sala matrimoni, avendo saputo solo qualche giorno fa che questa ci veniva negata». È stata richiesta per sabato 3 settembre alle 12.

«Il mio compagno Claudio e io abbiamo ricevuto dalla dottoressa Ghirardi del Comune di Trieste la notizia che l'assessore Lobianco non ritiene necessario né opportuno né incontrarci - fa sapere Davide Zotti, responsabile scuola dell'Arcigay -. Nonostante questo rifiuto, crediamo che il dialogo possa ancora proseguire e abbiamo chiesto un incontro con il sindaco, o una persona da lui delegata, nella speranza che un giorno così importante per noi due, dopo vent'anni di vita insieme, possa essere degnamente festeggiato con parenti ed amici». Altre due coppie sono in attesa di risposta a Trieste. «Nel frattempo - aggiunge Zotti - abbiamo fatto richiesta formale al Comune per l'utilizzo della sala matrimoni, avendo saputo solo qualche giorno fa che questa ci veniva negata». È stata richiesta per sabato 3 settembre alle 12".
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