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Olimpiadi, usa app gay nel villaggio per rimorchiare
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Brasile - 17 Agosto 2016: Nico Hines del Daily Beast si è iscritto su Grindr social network gay e ha agganciato alcuni sportivi. L'articolo è stato subito rimosso con le scuse del direttore, ma alla rete non basta.

La vicenda è di quelle boccaccesche, di cui ogni Olimpiade è ricca. Dal conteggio del numero di preservativi richiesti (a proposito, qui si parla di nove milioni e mezzo, ma pare che le performance siano state stimate in eccesso), alle coppie che nascono e si separano tra le mura del Villaggio, a qualche scappatella notturna, sempre invariabilmente scoperta. In questo caso ad aggiungere pepe c'è la componente social. Perché un giornalista inglese del Daily Beast, giornale on line con sede a New York che dice di avere 20 milioni di lettori al mese, ha deciso di verificare di persona la possibilità di ottenere un appuntamento con qualche residente del Villaggio di Rio. Il pezzo riguardava l'uso dei social, come Bumble, Grindr, Jack'd e Tinder, per intrecciare relazioni durante i Giochi. Nico Hines, questo il nome del giornalista, sposato e con figli, ha buttato l'amo tramite Grindr ? social per incontri omosessuali e bisessuali ? ottenendo tre appuntamenti da atleti in un'ora. Il tutto è poi stato raccontato in un articolo, presto rimosso dal web in cui dava conto del suo presunto "scoop", a dire il vero eticamente più che censurabile. Sebbene nel pezzo non ci fossero grandi rivelazioni, a parte che "alcuni atleti gli avrebbero risposto di essere interessati ad incontri solo con altri sportivi", la vicenda ha scatenato un mare di polemiche ed è stata addirittura aperta una petizione perché gli venga tolto l'accredito.

Inevitabili le scuse da parte del direttore del Daily Beast, John Avlon, che ha scritto: "Non sono stati mai utilizzati i nomi e alcuni dei profili descritti erano di donne etero. Ma se anche solo menzionare la nazione d'origine di alcuni atleti gay potrebbe compromettere la loro sicurezza, ci scusiamo per il potenziale pericolo che abbiamo causato. Abbiamo rimosso tutte le descrizioni degli uomini e dei profili delle donne che abbiamo descritto in precedenza''.

L'associazione di categoria, la Society of Professional Journalists si è affrettato a criticare la storia. "Gli atleti colpiti dalla storia meritano anche delle scuse", ha scritto il presidente del comitato etico Andrew Seaman. Il sito ha poi mosso un ulteriore passo avanti, rimuovendo del tutto la storia: "L'articolo non voleva fare del male o denigrare la comunità lesbo-gay, ma l'intenzione non importa. Conta l'impatto provocato. La nostra speranza è che la rimozione di un articolo che è in contrasto sia con i nostri valori e ciò a cui aspiriamo come giornalisti dimostreranno quanto seriamente prendiamo il nostro errore. Faremo meglio".
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