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Suicida: «Io, gay e nero in America»
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Stati Uniti - 18 Luglio 2016: Un ragazzo omosessuale di 22 anni si è ucciso impiccandosi a un albero, nella settimana delle proteste contro le violenze fra poliziotti e afroamericani. Su Facebook i messaggi che raccontano la sua sofferenza.

«Essere gay in America è difficile. Essere nero in America è difficile. Immagina di essere tutte e due le cose allo stesso tempo». Poche settimane dopo la strage di Orlando, in cui sono state uccise 50 persone, Michael George Smith Jr (che gli amici chiamavano London Jermaine), omosessuale, si è tolto la vita.

Aveva 22 anni e ha lasciato il suo messaggio di addio sul profilo Facebook. Ha raccontato quanto si sentisse incompreso, poi, proprio nella settimana delle proteste contro le violenze fra polizia e afroamericani, si è impiccato a un albero di Piedmont Park, Atlanta.

«Ci vediamo nella prossima vita... sul serio. Mio padre mi perdoni». La sua famiglia non ha mai accettato il suo orientamento sessuale. Un amico, studente del Georgia Tech, ha condiviso gli screenshot che lui gli aveva inviato, sulle conversazioni con i suoi famigliari.

«Dio non fa nascere le persone gay. Sei tu che lo sei diventato», gli scriveva un fratello. E il suo commento era stato: «Mia madre sta insegnando ai miei fratelli a disprezzare i gay. Ho chiuso con la vita. Sono stato colpito al cuore».

Secondo i dati dei Centers for Disease Control, negli Stati Uniti il suicidio è la seconda causa di morte per le persone dai 10 ai 24 anni. Gay, lesbiche e bisessuali sono più vulnerabili. Uno studio pubblicato sull'American Journal of Public Health conferma che ogni abuso verbale o fisico nei loro confronti aumenta la probabilità di autolesionismo di 2,5 volte.
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